Blog abbandonato da tempo immemore, uno spazio buono solo a buttar dentro riflessioni salutarie e asistematiche.
La costanza non è certo il mio forte, non lo è mai stata d'altronde. (Sia detto: qua scrivo per me, e non ho voglia di riflettere sull'ormai sviscerato paradosso di avere un diario - perché questo ormai è
gattirandagi - di riflessioni private aperto al pubblico. Tornando al punto, scrivo tutti i giorni - e tanto - per lavoro, quindi perché mai dovrei dedicarmi con abnegazione a qualcosa che considero accessorio?)
Riesco a trascorrere interi fine settimana nel nulla, come è possibile? Ed ho anche il w.e. lungo... Certo è che se si parte con il piede sbagliato è difficile recuperare, ma così è se vi pare.
Passando di palo in frasca: sono molto preoccupato per il futuro prossimo venturo. A darmi maggior pensiero sono principalmente: la mia apatia, l'
accidia, l'uggia che alcune cose mi provocano, la mancanza della rabbia - o meglio, dello sfogo della rabbia - della cattiveria necessaria e l'altrettanto pericolosa (lo è più se relazionata alla mia, meno se fosse correlata a una mia maggior determinazione/rabbia) accidia culturale della
classe politica, che attualmente detiene un potere tale, è così ottusa e ha raggiunto un così alto livello di guardia da regime oligarchico, da essere probabilmente inattaccabile anche da movimenti popolari
forti.
Soluzioni? E vi aspettate qualcosa da
me dopo quanto detto?
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| inviato da
il 14/3/2010 alle 14:57 | |